Basta favori ai mercanti di armi! No allo svuotamento della Legge 185/90

Mobilitazione delle organizzazioni della società civile riunite nel coordinamento “Basta favori ai mercanti di armi”: al momento sono 84 le organizzazioni promotrici e 134 quelle aderenti

Continua la petizione online come strumento di pressione sui Deputati per evitare lo svuotamento legge 185/90: diciamo no agli affari armati irresponsabili che alimentano guerre e insicurezza

Il Disegno di Legge di iniziativa governativa che modifica, peggiorandola in maniera rilevante, la normativa italiana sull’esportazione di armi (la Legge 185/90) è stato approvato dal Senato nel Febbraio 2024 e ora – per diventare modifica definitiva – dovrà essere votato alla Camera dei Deputati.

La società civile ha da subito espresso la propria preoccupazione per le modalità con cui si stava modificando la normativa evidenziando l’intenzione di indebolire il controllo sulle vendite all’estero di armi voluta da tempo da alcuni gruppi di pressione legati all’industria militare. Ma nonostante interventi di merito nel dibattito al Senato (sia in audizione sia con documenti) con specifiche considerazioni e proposte  il Governo non ha voluto sentire ragioni e ha completamente ignorato e rigettato tali indicazioni sconfessando anche emendamenti migliorativi promossi dalla stessa Presidente della Commissione. Il voto definitivo del Senato ha confermato un rifiuto totale del confronto (anche su questioni specifiche in chiaro conflitto con la normativa internazionale che l’Italia ho sottoscritto) segno evidente che l’obiettivo vero della modifica della Legge 185/90 è solo quello di favorire affari armati potenzialmente pericolosi e dagli impatti altamente negativi.

Alla Camera l’iter è iniziato nella primavera 2024 ma è stato poi sospeso per mesi, per venire poi ripreso a inizio febbraio 2025 e nuovamente fatto slittare grazie all’azione di contrasto a questa modifica pericolosa messo in atto da alcuni Deputati della minoranza. Ma l’esame dell’Atto Camera 1730 riprenderà a breve… e dobbiamo far sentire la nostra voce a difeza della Legge 185/90, dei suoi controlli e della sua azione di trasparenza!

Ancora una volta le richieste della nostra Campagna sono chiare e si possono realizzare concretamente approvando gli emendamenti al DDL illustrati e proposti fin dall’inizio dell’iter parlamentare del DDL governativo di modifica (quindi sia all’attenzione del Senato che della Camera):

➡️ Fare in modo che la reintroduzione del Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa (CISD), utile luogo di presa di responsabilità da parte della politica sulle questioni riguardanti l’export di armi, non si trasformi in un “via libera” preventivo a qualsiasi vendita di armi ma sia sempre bilanciato dall’analisi tecnica e informata degli uffici preposti presso la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Difesa

➡️ Inserire nella norma nazionale un richiamo esplicito al Trattato sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty) – che non era presente nel testo originario della Legge 185/90 in quanto entrato in vigore solo nel 2014 – e ai suoi principi e criteri decisionali che hanno precedenza sulle leggi nazionali, con forza normativa maggiore di natura internazionale

➡️ Migliorare la trasparenza complessiva sull’export di armi rendendo più completi e leggibili i dati della Relazione al Parlamento, in particolare contenendo indicazioni analitiche per tipi, quantità, valori monetari e Paesi destinatari delle armi autorizzate con esplicitazione del numero della Autorizzazione MAE (Maeci), gli stati di avanzamento annuali sulle esportazioni, importazioni e transiti di materiali di armamento e sulle esportazioni di servizi oggetto dei controlli e delle autorizzazioni previste dalla legge

➡️ Impedire la cancellazione integrale della parte della Relazione annuale al Parlamento che riporta i dettagli dell’interazione tra banche e aziende militari

➡️ Impedire l’eliminazione dell’Ufficio di coordinamento della produzione di materiali di armamento presso la Presidenza del Consiglio, unico che potrebbe avanzare pareri, informazioni e proposte per la riconversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa

➡️ Reintrodurre la possibilità per il CISD di ricevere informazioni sul rispetto dei diritti umani anche da parte delle organizzazioni riconosciute dall’ONU e dall’Unione Europea e da parte delle organizzazioni non governative riconosciute”

Cosa puoi fare per sostenerci?

➡️ sottoscrivi la petizione popolare a sostegno delle richieste di Rete Pace Disarmo per fermare lo svuotamento della Legge 185/90 e chiedere un maggiore controllo sull’export di armi italiane