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Rete Italiana per il Disarmo “compie” 15 anni: occasione di festa e rilancio

Fonte: ©Rete Italiana per il Disarmo - 19 marzo 2019 Si celebra oggi l’anniversario di fondazione di Rete Disarmo, che lavora ogni giorno alla costruzione della Pace attraverso percorsi di disarmo. Il lancio della RID avvenne il 19 marzo 2004 in Campidoglio a Roma. Quindici anni di mobilitazioni, azioni, campagne, analisi e approfondimenti di tutti i percorsi di Disarmo positivi e capaci di costruire la Pace. E’ quanto celebra oggi insieme a tutte le sue aderenti la Rete Italiana per il Disarmo che in questa data compie il proprio 15o anno di attività. La RID venne infatti fondata il 19...

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Yemen, Rete Disarmo al Governo Gentiloni: si segua l’esempio degli Stati Uniti interrompendo forniture di bombe all’Arabia Saudita

Fonte: © Rete Disarmo 16 dicembre 2016 Nei giorni scorsi l'amministrazione USA ha sospeso l’invio di diversi sistemi militari a Riyad a causa dei bombardamenti sauditi sui civili. La Rete Italiana per il Disarmo chiede un incontro urgente sulla questione con il nuovo Ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano. “Il governo Gentiloni interrompa subito le forniture dei sistemi militari che vengono impiegati dalle forze armate saudite e dai suoi alleati nel conflitto in Yemen, in particolare le bombe aeree che hanno già causato migliaia di morti tra la popolazione civile di quel martoriato paese”. Lo torna a...

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Perché mobilitarsi sulla guerra in Yemen

Mimmo Cortese - Fonte: © Blog personale 07 luglio 2016 E’ urgente avviare una fortissima pressione e una campagna di mobilitazione! Siamo corresponsabili, oggi, di una guerra dove il massacro di civili, il terrore, seminato a pioggia, tra vecchi, donne e bambini, è una parte fondante della strategia militare. Si tratta della guerra in Yemen. Noi stiamo fornendo armi e stiamo cooperando militarmente con dei paesi che la stanno combattendo. Oggi. Tutto ciò è inaccettabile! Nei giorni scorsi diversi ed autorevoli esponenti politici ed istituzionali del nostro paese hanno commentato, partecipi, il grave assassinio della deputata inglese Jo Cox. Il Presidente Napolitano ha solennemente scritto che Jo apparteneva alla “tradizione migliore e della...

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Le aziende europee di armamenti traggono profitti dalla crisi dei rifugiati

Fonte: © Rete Disarmo 04 luglio 2016 Uno studio di Stop Wapenhandel pubblicato da TNI indaga i comportamenti anche di Finmeccanica-Leonardo. Fonte: Stop Wapenhandel - TNI - Rete Disarmo - 04 luglio 2016 Le principali aziende europee di armamenti coinvolte nella vendita di sistemi militari al Medio Oriente sono le stesse aziende che stanno traendo profitti dalla crescente militarizzazione delle frontiere dell’Unione europea: lo rivela il rapporto “Border Wars: The Arms Dealers profiting from Europe’s Refugee Tragedy” (Frontiera di guerra. Come i produttori di armamenti traggono profitto dalla tragedia dei rifugiati in Europa) promosso dalla ONG olandese Stop Wapenhandel e pubblicato dal Transnational Institute con rilancio italiano da...

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Per un mare di pace: riconvertiamo Seafuture!

La Spezia lunedì 23 maggio 2016 Un evento dedicato al mare del futuro, fagocitato dalla Marina Militare, a cui sono stati invitati i rappresentanti delle Forze armate di paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Questo è “SeaFuture 2016”, la fiera internazionale che sotto la copertura dell’innovazione e della sostenibilità, nasconde un altro intento: promuovere nuovi affari soprattutto per il comparto militare. La Quinta edizione di “SeaFuture 2016” rivela la vera natura della manifestazione: da evento presentato nel 2009 alla stampa e alla città per valorizzare le potenzialità del territorio ligure favorendo l’incontro tra...

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Conflitto in Yemen: l’Italia sospenda l’invio di bombe e sistemi militari alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita

L'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Difesa e Sicurezza (OPAL) di Brescia, Amnesty International Italia e la Rete Italiana per il Disarmo chiedono al Governo Renzi di fermare l'invio di bombe e sistemi militari italiani ai paesi della coalizione guidata dall'Arabia Saudita che, per contrastare l'avanta del movimento sciita zaydita Houthi, sta bombardando lo Yemen da cinque mesi senza alcun mandato o giustificazione internazionale... Leggi il comunicato: sul sito di Amnesty Italia e di Rete Disarmo. Qui il Comunicato stampa in pdf. Scarica la documentazione di OPAL sulle bombe di RWM Italia inviate in Arabia Saudita: In italiano (in .pdf)  - In English (in .pdf) Interrogazioni parlamentari Rassegna Stampa Disarmo: Arabia Saudita Yemen RWM Italia...

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Rete Disarmo: Mandare armi e militari in Iraq peggiora la situazione

Chiediamo che il Parlamento fermi le scelte del Governo italiano Ancora una scelta militare per l’Iraq: secondo le dichiarazioni alla Camera del Ministro Pinotti non solo mezzi e aerei ma anche l’intervento di oltre duecento uomini. Una scelta sbagliata e inaccettabile – soprattutto se non avrà un nuovo vaglio parlamentare – che spinge la Rete Italiana per il Disarmo a rilanciare la richiesta al Governodi  maggiori dettagli e una supervisione parlamentare e della società civile sull’invio di materiale bellico, e ora forse di militari, in Iraq. Tutto questo mentre i recenti bombardamenti sulle postazioni della milizia dello Stato islamico hanno in realtà rafforzato...

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Raggiunte le 50 ratifiche: Trattato sulle armi in vigore a Natale

Con il deposito degli strumenti di ratifica di 7 Stati viene raggiunto e superato il numero di 50 adesioni al Trattato, necessario per far partire il processo di entrata in vigore. Proprio il giorno di Natale questo accordo, che fissa per la prima volta regole internazionali sui trasferimenti di armi, diventerà vincolante per gli Stati aderenti. Rete Italiana per il Disarmo e le realtà italiane che fin dal principio hanno sostenuto la campagna mondiale Control Arms esprimono tutta la loro soddisfazione per il risultato raggiunto. Obiettivo centrato anche grazie alla ratifica dell’Italia, avvenuta nel 2013 con voto unanime del Parlamento....

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Il Governo italiano non invii armi nelle zone di conflitto

La legge italiana vieta l’esportazione di sistemi militari verso i Paesi in stato di conflitto armato e ribadisce che eventuali diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri sono da adottare solo dopo aver consultato le Camere. “I conflitti e le crisi umanitarie che da settimane stanno scuotendo diversi paesi del nord Africa e del Medio Oriente (Striscia di Gaza, Libia, Iraq, Siria ecc.) non si risolvono inviando armi, ma sospendendo le forniture di sistemi militari a tutte le parti in conflitto e costruendo con impegno soluzioni vere e condivise”. Lo afferma con una nota la Rete Italiana per il Disarmo che, anche in...

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Siamo in guerra col maltempo ma spendiamo in armi

Fonte: ©Campagna "Taglia le ali alle armi!" 01 febbraio 2012 Poche novità dal Consiglio Supremo di Difesa riunitosi lo scorso 8 febbraio: qualche parziale riduzione agli organici - largamente sovradimensionati - delle Forze Armate e qualche ritocco agli investimenti negli armamenti. Tutto qui. Il Consiglio Supremo di Difesa riafferma dunque una sostanziale continuità nella politica della difesa del nostro paese: alti livelli di spesa e di investimento, pronunciato interventismo militare all'estero Altro che difesa «light», come qualcuno improvvidamente ha detto. Si tratta invece di una difesa «pesante», con ancora tanto personale, armi, generali e burocrazie. Della cancellazione della produzione e...

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