
di Mimmo Cortese (OPAL)
Una iniziativa che si è detta più volte pacifica e nonviolenta non può accettare una scorta armata da un esercito nazionale, mi auguro che l’equipaggio della Global Sumud Flotilla tenga conto di questa considerazione.
Quello che non mi pare stiano comprendendo una parte dei rappresentanti istituzionali, parte del movimento e forse anche qualcuno a bordo della Flottilla, e che non c’è un Crosetto che fa, una volta tanto, una cosa giusta e una Meloni che tira dritto verso lo scontro ma sono entrambi due facce della stessa moneta, bucata e arrugginita, di una politica autoritaria, paternalista e repressiva, il succo di ogni patriarcato.
Non si comprende che il linguaggio simbolico dell’invio di una fregata – uno strumento di guerra, di morte, dotato di un sofisticato sistema antimissile e progettato per dare la caccia ai sottomarini – una volta accettato ti fa rientrare completamente dentro quell’universo di pensiero: le crisi si risolvono con le minacce armate, ipotetiche (la nota deterrenza, contro cui ci battiamo da sempre) o reali, importa poco. Il ministro Guido Crosetto vuole apparire come il “buon padre” di famiglia ma è la maschera con cui si dissimula da sempre il patriarca col bastone tra le mani, e in ogni caso si piegherà, nell’ordine gerarchico di quel pensiero, di quella cultura marcescente, al capo bastone più potente di lui, quando sarà l’ora di fare delle scelte…
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