Rilanciamo l’impegno collettivo per pace, disarmo e nonviolenza

Il 21 settembre il mondo celebra la Giornata Internazionale della Pace, istituita dall’ONU per ricordarci che la pace non è un sogno, ma un diritto e una responsabilità. Come ammonisce quest’anno il Segretario Generale António Guterres, «la pace non è mai una conquista passiva»: va costruita con il lavoro, la determinazione e l’azione, giorno dopo giorno. È esattamente il senso del tema scelto dalle Nazioni Unite per il 2026 “Invest in Peace: For Everyone, Everywhere, Every Day” (“Investire nella pace: per tutti, ovunque, ogni giorno”) che mette al centro gli “architetti quotidiani della pace”: le persone e le comunità che, dal basso, costruiscono stabilità e convivenza.

Per noi questa data ha un valore ancora più profondo: il 21 settembre 2020 è nata la Rete Italiana Pace e Disarmo, dall’unione di due storiche esperienze della società civile, la Rete della Pace e la Rete Italiana Disarmo. Oggi la nostra “casa” comune compie sei anni. Ma questo compleanno non è solo una celebrazione: è l’occasione per ribadire la nostra volontà di lavoro collettivo per la pace, il disarmo e la nonviolenza. Perché la pace si costruisce non con le armi, ma con la cooperazione, il negoziato, la diplomazia e la convivenza.

Un’altra difesa è possibile: dalla raccolta firme all’advocacy. Il grande successo della campagna “Un’altra difesa è possibile” (promossa insieme a Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile e Sbilanciamoci!) ci spinge a moltiplicare forze e impegni. Con oltre 50.000 firme raccolte, la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta arriverà in Parlamento, per dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione. Ora si apre la seconda fase: un lavoro di advocacy sulle Camere, ma anche di rilancio del dibattito pubblico e di radicamento nei territori dei concetti della difesa civile, non armata e nonviolenta.

Contro il riarmo, per l’abbassamento delle spese militari. Per questo sarà centrale il nostro lavoro contro il riarmo, a livello nazionale con la mobilitazione “Ferma il Riarmo” (tanto più urgente in vista dell’imminente Legge di Bilancio) e a livello europeo nell’ambito della campagna “Stop ReArm Europe”. Sono infatti sempre di più le politiche comunitarie che spingono a sostenere l’industria bellica, ad aumentare la militarizzazione e ad accrescere il pericolo di uno scontro armato.

Un autunno cruciale per il disarmo internazionale. I mesi di ottobre, novembre e dicembre saranno decisivi. Continueremo a impegnarci per l’abolizione delle armi nucleari partecipando alla prima Conferenza di revisione del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), in programma dal 30 novembre al 4 dicembre all’ONU di New York: il primo appuntamento che farà un bilancio della prima norma internazionale che mette al bando le armi più distruttive e disumane mai costruite. Premeremo inoltre affinché si arrivi a una norma di controllo e messa al bando delle armi letali autonome, i cosiddetti killer robot, e dell’uso militarizzato dell’intelligenza artificiale: una commistione che può rivelarsi davvero devastante per l’umanità.

Disarmo climatico: non c’è pace senza giustizia climatica. Altrettanto devastante è la crisi climatica, che non potrà mai essere risolta senza affrontare anche la questione della pace. Per questo ci impegniamo per il disarmo climatico. E proprio oggi, 21 settembre, prende il via la Settimana Globale di Azione per la Pace e la Giustizia Climatica, che la nostra Rete ha contribuito a fondare e lanciare e a cui partecipa con convinzione. Non è più possibile immaginare un futuro di pace senza un futuro ecologicamente e climaticamente capace di garantire la vita sulla Terra; né pensare di raggiungere un mondo senza conflitti senza evitare che le crisi ecologiche e le pressioni climatiche, insieme a povertà e disuguaglianza, si traducano in nuove guerre.

La Rete Italiana Pace e Disarmo continua così il suo lavoro per la riduzione delle spese militari, per la costruzione di alternative concrete al mondo militarizzato, per il controllo della produzione e del commercio di armamenti, che non possono mai essere una soluzione, né economica, né sociale, né politica.

Costruiamo insieme. Lavoriamo insieme, costruiamo campagne comuni e chiediamo a tutte e a tutti di sostenere le nostre iniziative e di camminare al nostro fianco. Perché riteniamo che ancora oggi si possano fare scelte di costruzione della pace con mezzi di pace: nonviolenza, disarmo e istituzioni disarmate e disarmanti. Diamo il nostro contributo alla Pace positiva. Giorno per giorno.