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La strage nell’Italia con la pistola in casa (ereditata)

Giorgio Beretta – Fonte: © Il Manifesto 15 giugno 2021 Una tragedia annunciata. Che solleva interrogativi ai quali la politica deve dare risposte urgenti. Domenica ad Ardea (Roma), Andrea Pignani, ingegnere disoccupato di 34 anni con problemi psichici, già sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio per comportamenti violenti verso la madre, ha ucciso i fratelli Daniel e David Fusinato di 10 e 5 anni, e un passante, Salvatore Ranieri, 74 anni, intervenuto per soccorrere i due bambini. Si è poi barricato in casa ed i carabinieri hanno cercato di convincerlo ad arrendersi ma, quando hanno fatto irruzione, si è sparato con...

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Strage di Ardea: Regole blande e pochi controlli

Stefano Iannaccone – Fonte: © il Fatto Quotidiano 20 maggio 2021 Nel 2018 e 2019 si contano 19 e 28 omicidi di mafia, mentre 54 e 34 sono quelli avvenuti con armi detenute regolarmente. Associazioni e una parte della politica cercano soluzioni: da controlli più frequenti a regole più stringenti e incrocio delle banche dati fino al monitoraggio costante delle condizioni psico-fisiche di chi detiene il porto d'armi Una tragedia annunciata per deficit di legislazione sul possesso delle armi. A cui si aggiunge l’impossibilità di incrociare le informazioni sullo stato di salute mentale dei detentori di pistole e fucili. Così...

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Ardea. Uccide 2 bimbi e l’uomo che li difende: gli interrogativi aperti

Redazione Interni – Fonte: © Avvenire 14 giugno 2021 Doveva essere la prima domenica di vacanza, dopo la chiusura delle scuole, si è trasformata in una domenica tragica per due bambini, un uomo che ha tentato di difenderli e un'intera comunità. Ieri mattina ad Ardea, in provincia di Roma, Andrea Pignani, 34 anni, ha preso la pistola e ha sparato a Daniel e David Fusinato, 10 e 5 anni, che passeggiavano in bicicletta vicino al parco giochi della cittadina. Poi ha giustiziato Salvatore Ranieri, che aveva tentato di intervenire in difesa dei due bambini, una volta visto l'uomo che puntava verso di...

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Troppi anziani sono armati. Servono subito nuove regole

Giorgio Beretta – Fonte: © Avvenire 20 maggio 2021 Sabato 10 aprile a Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, un pensionato di 83 anni, Renzo Tarabella, dopo aver ucciso a colpi di pistola la moglie, Maria Grazia Valovatto di 70 anni e il figlio disabile Wilson di 51 anni ha sparato e ucciso i proprietari dell’appartamento in cui viveva, Osvaldo Dighera di 74 anni e la moglie Liliana Heidempergher di 70 anni e poi ha tentato di suicidarsi. Non è ancora chiaro il motivo – probabilmente per depressione e rancore verso i vicini –, ma è stato appurato che l’arma utilizzata...

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Omicidi in famiglia e armi legali

Giorgio Beretta - Fonte: © Unimondo 16 aprile 2021 Ancora un omicidio in famiglia. Anzi un omicidio plurimo visto che, oltre alla moglie e al figlio, sono stati uccisi anche due vicini di casa. E ancora una volta con un’arma regolarmente detenuta, stavolta da un anziano ultra ottantenne. La strage di Rivarolo Canavese solleva numerosi interrogativi sulle norme che regolano la detenzione di armi in riferimento ad un fenomeno crescente negli ultimi anni: gli omicidi in famiglia con armi legalmente detenute. [...] Gli omicidi in Italia Secondo i dati più recenti resi noti dall’Istat (qui l’intero documento in .pdf), gli omicidi in Italia sono...

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Abbiamo un problema in Italia con gli anziani che detengono (legalmente) armi in casa

Andrea Maggiolo - Fonte: ©Today 15 aprile 2021 La strage di Rivarolo con una pistola regolarmente detenuta con licenza per 'tiro sportivo' pone con forza il tema. Ci sono criticità sui controlli ma anche a livello politico-culturale. "Oggi in Italia è più facile essere uccisi da un legale detentore di armi che dalla mafia o dai rapinatori" dice a Today.it Giorgio Beretta (Opal). Bisogna "cominciare a regolamentare in modo più rigoroso la detenzione di armi togliendole almeno agli anziani a rischio”[...] Licenze per uso sportivo: come stanno le cose in Italia "Gli omicidi di Rivarolo Canavese con una pistola regolarmente...

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Se l’arma detenuta legalmente diventa il modo più semplice per «farla finita»

Giorgio Beretta - Fonte: ©Il Manifesto 13 aprile 2021 Rivarolo Canavese. Un anziano pensionato uccide moglie, figlio disabile e i proprietari dell'appartamento, e poi tenta il suicidio. La strage di Rivarolo Canavese solleva più di un interrogativo sulle norme che regolano la detenzione di armi e su un fenomeno crescente negli ultimi anni: gli omicidi-suicidi in famiglia con armi legalmente detenute.[...] [...]A fronte di una popolazione che sta invecchiando, spesso rancorosa, talvolta abbandonata dai servizi sociali, l’arma legalmente detenuta sta diventando per molti anziani il modo più semplice per «farla finita». Mentre aspettiamo una legge sul fine vita, si dovrebbe...

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Beretta (Opal): “Licenze armi troppo facili, dubbi su attività sportive”

Redazione - Fonte: ©Agenzia Dire 23 febbraio 2021 L'intervista alla Dire di Giorgio Beretta, analista di Opal e della Rete italiana pace e disarmo, organismo di coordinamento di diverse realtà italiane impegnate sui temi del disarmo e del controllo di armamenti e spese militari ROMA – “Chi ha una licenza sportiva non è obbligato a praticare attività sportive e, proprio per questo, più della metà di coloro che detengono questa licenza non è iscritto ad alcuna Federazione: prende questa licenza solo per potere avere armi in casa”. A parlare e Giorgio Beretta, analista di Opal e della Rete italiana pace...

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Di Bartolomei: “Più morti per omicidi con pistole legali che per mafia”

Redazione - Fonte: ©AgenziaDire 19 febbraio 2021 ROMA – “In Italia c’è, ormai da due anni, una tendenza drammatica. Non viene trattato adeguatamente il tema della sicurezza. Abbiamo dati positivi sulla microcriminalità rispetto ad altri Paesi europei, ma d’altro canto abbiamo più morti per omicidi causati da armi legali che per mafia”. Così Luca Di Bartolomei, autore del libro ‘Dritto al cuore’, incentrato sul rapporto intimo che vi è tra armi e sicurezza, intervistato dall’agenzia Dire. Figlio di Agostino Di Bartolomei, centrocampista, capitano e bandiera della Roma, morto suicida sparandosi un colpo di pistola al petto il 30 maggio 1994,...

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Troppi femminicidi con armi detenute legalmente: si cambi la legge sul porto d’armi

Nadia Somma – Fonte: © Il Fatto Quotidiano 10 dicembre 2020 Jessica Novaro è morta a 29 anni per un colpo di pistola sparato dal compagno della madre. Il femminicidio, una vera e propria esecuzione, è avvenuto a Casanova Lerrone (Savona) il 6 dicembre scorso. La Beretta calibro 9 con la quale Corrado Testa ha fatto fuoco contro Jessica era detenuta illegalmente, ma non i 5 fucili per i quali aveva il porto d’armi che non gli era stato mai revocato nonostante fosse in cura in un centro psichiatrico. Proprio lo scorso settembre era stato approvato un ordine del giorno in Senato per istituire una banca dati già...

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