
di Stefano Benfenati – Fonte: Agenzia AGI
La vicenda del cecchino del quartiere Prati a Roma è solo l’ultimo caso di cronaca che mette in primo piano le carabine ad aria compressa. “Manca un registro nazionale sui possessori e sono facilmente modificabili”, dice Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere.
mpugnate da migliaia di appassionati di softair, sono protagoniste assolute nel gioco ma liberamente acquistate in armeria (basta la maggiore età) si possono trasformare in strumento di morte quando utilizzate da criminali autori di rapine o di semplici bravate.
La vicenda del cecchino di via Prati è solo l’ultimo caso di cronaca che mette in primo piano le armi ad aria compressa. “Serve una stretta anche perché manca un registro nazionale sui possessori”, dice all’AGI Giorgio Beretta analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal).
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