Comunicato stampa sull’espulsione di Mohamed Shahin

Comunicato stampa
sull’espulsione di Mohamed Shahin

 

Brescia, 01 dicembre 2025

Mohamed Shahin, cittadino egiziano residente da oltre vent’anni a Torino, è stato espulso alcuni giorni fa con un decreto del ministro Piantedosi poiché, a suo dire, “ha un ruolo di rilevo in ambienti dell’Islam radicale incompatibile con i principi democratici dell’Italia”. Il provvedimento è stato possibile in base al Testo Unico sull’Immigrazione, il decreto legislativo 23.7.1998 n° 286/98, che prevede si possa espellere un cittadino extracomunitario, assegnando un’amplissima discrezionalità al giudice, o al ministro dell’Interno – com’è accaduto in questo caso – nel valutare se il soggetto in questione “costituisce un pericolo per la sicurezza dello Stato o per l’ordine pubblico”.

L’Imam torinese avrebbe detto che l’attacco del 7 ottobre “è stato un atto di resistenza, avvenuto dopo anni di occupazione”. Anche sottolineando con la massima chiarezza che quell’azione terroristica non potrebbe in alcun modo configurarsi come un’azione di resistenza, ed esprimendo la massima presa di distanza da quelle parole, ci troviamo davanti alla condanna di un’opinione che, per quanto inaccettabile, è garantita dall’articolo 21 della nostra Costituzione. Ed è questo il punto: se le opinioni – alcune opinioni! – possono costituire di per sé un pericolo per la sicurezza dello Stato, ci troviamo di fronte a una destrutturazione e un indebolimento dello stato di diritto che mina direttamente le fondamenta costituzionali del Paese.

Le autorità politiche e giudiziarie sono tenute al rispetto della Costituzione, non a usare in modo arbitrario la norma, facendo ricorso alla repressione, alla coercizione o alla censura.

Vi è inoltre una concreta possibilità che Shahin, oppositore di Al-Sisi, sia consegnato nelle mani della polizia egiziana che numerosi rapporti di Amnesty International e Human Rights Watch riportano usare la tortura in modo sistematico, anche in relazione a casi come l’omicidio di Giulio Regeni. Questo provvedimento rischia così di contravvenire allo stesso T.U. sull’immigrazione che vieta espressamente di comminare espulsioni a danno di perseguitati per le opinioni politiche nei paesi di provenienza.

Invitiamo tutti i gruppi e le associazioni pacifiste e nonviolente ad esprimere la più ferma condanna attorno a questo grave abuso. Ci uniamo anche all’appello delle comunità religiose e delle associazioni laicali di Torino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, per chiedere il rilascio di Mohamed Shahin affinché possa riprendere la sua permanenza in Italia e la sua opera di dialogo e solidarietà.

 

Per contatti stampa:

  • Piergiulio Biatta (Presidente Opal) Cellulare: 338 8684212
  • Mimmo Cortese (Coordinatore del Consiglio Scientifico Opal) Cellulare: 335 1820961
  • Mauro Scaroni (Consigliere Nazionale Pax Christi) Cellulare: 335 7614196

 

 

L’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) di Brescia è un Ente del Terzo Settore fondato nel 2004 da diverse realtà dell’associazionismo bresciano e nazionale (Diocesi di Brescia, Collegio delle Missioni Africane dei Missionari Comboniani, ADL a Zavidovici Società Cooperativa Sociale, Camera del Lavoro Territoriale di Brescia “CDLT”, Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere dei Missionari Saveriani, No One Out, Pax Christi – Movimento cattolico per la Pace) e da singoli aderenti, per diffondere la cultura della pace, dei diritti umani, della nonviolenza ed offrire alle istituzioni e alla società civile informazioni di carattere scientifico circa la produzione e il commercio di armamenti e di “armi leggere” con approfondimenti sulle attività legislative del settore e sulla diffusione, legale e illecita, di armi in Italia e nel mondo. Membro della Rete Italiana Pace e Disarmo, l’Osservatorio ha promosso convegni, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali ed ha pubblicato numerosi studi e ricerche sulla produzione ed esportazione di armi italiane. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.opalbrescia.org

 

 

Pax Christi Movimento Cattolico Internazionale per la Pace APS

PAX CHRISTI APS si propone la tutela dei diritti civili tramite l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, umana, civile, culturale per la pace nel mondo. L’azione di PAX CHRISTI APS è finalizzata a testimoniare la pace di Cristo, lavorando con tutti per la pace di tutti. PAX CHRISTI APS fa proprie le finalità di Pax Christi International di edificare un mondo più umano per tutti e dappertutto (Gaudium et Spes, 77), un mondo fondato sul rispetto della vita, della coscienza, dei diritti di ogni essere umano, dei più poveri e degli oppressi, nella promozione della libertà, delle responsabilità politiche e sociali delle persone e delle comunità. Radicata nella Chiesa, popolo di Dio, PAX CHRISTI APS vuole essere un movimento aperto a tutti; nella ricerca instancabile della pace dialoga e collabora con le associazioni e i movimenti cristiani, con gli altri movimenti di pace e con tutti gli uomini di buona volontà, in costante collegamento con il magistero della Chiesa e con l’azione pastorale delle Chiese locali.