
di Lorenzo Giarelli – Il Fatto Quotidiano
Nella foga di legiferare inseguendo la cronaca, capita di presentare nuove leggi senza neanche un’analisi adeguata della materia. Per la sintesi basta sentire Giorgio Beretta, ricercatore dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere (OPAL), tra i massimi esperti italiani del mercato e dell’uso di pistole, fucili e quant’altro la Lega vorrebbe rendere accessibile a chiunque per la propria difesa: “La proposta di allargare le maglie della legittima difesa è un incentivo ad armarsi, ma così non si otterrebbe più sicurezza: semmai il contrario”.
Beretta parte da alcuni dati elaborati dall’Opal in base alle statistiche Istat. Per quanto insopportabili e nefasti siano le rapine e i furti, negli ultimi anni per fortuna è crollato il numero di vittime collegate a questi reati. Significa che quasi sempre si evita lo scenario peggiore, ovvero che qualcuno ci rimetta la pelle. Al contrario, non riesce a scendere il numero di omicidi commessi da civili con armi legalmente detenute. Un liberi tutti sullaì legittima difesa sarebbe un invito ad armarsi, con la conseguenza diretta di rendere più violente le circostanze delle rapine (quelle che oggi hanno numeri di vittime sotto controllo) ma soprattutto di mettere in circolazione molte più armi. “E decine di omicidi l’anno avvengono per mano di persone che avevano un’arma in casa per uso sportivo, per esempio, ma a un certo punto la usano contro il vicino, la moglie, il padre”, dice Beretta.
Nel 2007 gli omicidi consumati “a scopo di furto o rapina” erano 35, e a parte il picco di 43 nel 2012 sono poi progressivamente scesi. Col Covid sono arrivati sotto la decina, nel 2022 erano 14, poi 9 nel 2023 e altrettanti nel 2024. Un numero persino fisiologico. Gli omicidi commessi invece da chi detiene legalmente un’arma oscillano nella stessa fascia da 20 anni. Tra il 2007 e il 2024 sono stati 18 nel 2016, ma quasi sempre intorno ai 30, soglia sotto la quale non si scende dal 2019. Nel 2023 questi omicidi sono stati 34, nel 2024 erano 31.
“Ottenere un porto d’armi in Italia è tutt’altro che complicato – dice ancora Beretta – soprattutto per la licenza di porto d’armi per uso caccia o per il tiro al volo (tiro sportivo”. Non è prevista “alcuna visita specialistica, né un esame tossicologico, né una valutazione psichiatrica nemmeno per le guardie giurate”. Con una sorta di autocertificazione, una breve visita alla Asl e un po’ di pratica al poligono si può avere il via libera da parte della Questura. E a quel punto con una semplice licenza si possono acquistare degli arsenali: “Proprio per questo da anni l’Osservatorio Opal chiede che vengano resi obbligatori accertamenti clinici annuali sullo stato di salute mentale ed esami tossicologici su tutti i legali detentori di armi”.
La proposta della Lega sulla legittima difesa va in un’alta direzione e rischia perciò di peggiorare di molto entrambe le tendenze su cui Opal ha elaborato i dati. Forse le rapine diminuirebbero, assumendo un qualche effetto dissuasivo del modello far west, ma quei 9 morti l’anno potrebbero essere molti di più così come i morti che con le rapine non c’entrano nulla, ma avvengono perché qualcuno si è messo in casa una pistola.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Foto: Pistole alla fiera EOS d Parma (Foto OPAL)